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Pellet, più chiarezza per evitare il caos


1 marzo 2016 - Parte da Verona la richiesta forte di attenersi alla normativa europea sul pellet, che chiarisce come non sia necessario indicare sul packaging il luogo di origine della materia prima legno per evitare discriminazioni nei confronti di altri Paesi.

La necessità urgente infatti è chiarire una volta per tutte che la qualità del prodotto non dipende dal paese di origine del legno e del pellet, ma dalla materia prima e dal processo utilizzato per la sua trasformazione da parte del produttore che ne diventa il garante assoluto.

Il rischio? Che salti tutto il mercato unico europeo di questo settore: un mercato da 18,8 milioni di tonnellate di cui 3 milioni consumate solo nel nostro paese, al 90% nelle case degli italiani. C’è il rischio di creare danni economici a centinaia di imprese di produzione e commercio, danni che ricadrebbero in tempo reale sui livelli occupazionali del comparto.

Dei rischi e delle possibili soluzioni si è parlato a Progetto Fuoco, la mostra internazionale annuale di Verona dedicata a impianti, attrezzature e combustibili per calore ed energia dal legno. All’incontro fra esperti presso lo stand dell’austriaca Schuster, specialista del pellet, il presidente di European Pellet Council (EPC), Christian Rakos, ha ribadito che distributori e consumatori devono seguire tre criteri fondamentali: la presenza del marchio del produttore, la presenza di un marchio tecnico di certificazione volontaria, come EN Plus, e ovviamente il colore del prodotto: più chiaro è, più si avvicina al massimo standard di qualità, per ciò che attiene i residui da combustione e la pulizia dell’impianto.

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