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Aperto il primo PIF della Sardegna. Al via le procedure di Pre Clearing


19 marzo 2016 - È iniziata l’attività sperimentale del Posto di Ispezione Frontaliero (PIF) di Cagliari, unico in Sardegna. Roberto Isidori, Commissario straordinario dell’AP di Cagliari esprime
“grande soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo che, permettendo al nostro porto di aumentare i volumi di traffico, consentirà alle imprese della filiera agroalimentare sarda di esportare i propri prodotti in tutto il mondo a costi e tempi competitivi.
Può essere, così, data attuazione agli accordi stipulati con il sistema dei porti dell’Uruguay e con quelli del Nord Africa. Con l’apertura del PIF, con sede nel porto di Cagliari, potranno finalmente essere svolti i controlli all’importazione dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano “HC” e dei prodotti di origine animale non destinati al consumo umano, imballati “NHC”, finora svolti presso altri porti nazionali o comunitari per le merci destinate nella nostra isola. Il PIF di Cagliari, autorizzato dal Food Veterinary Office della Commissione europea (FVO), fa parte della rete italiana e comunitaria, a garanzia della sicurezza alimentare e delle produzioni zootecniche. Questo servizio rende Cagliari fortemente competitiva rispetto ai porti italiani ed alla concorrenza Euro mediterranea e darà nuovo impulso all’economia della Sardegna.
Ora spetta alle nostre imprese e alle società di logistica cogliere l’occasione. Le prime prenotazioni sono incoraggianti. Sono inoltre state avviate” prosegue Isidori “le procedure sperimentali di sdoganamento in mare delle merci (Pre Clearing), grazie a un protocollo di intesa siglato fra la Capitaneria di Porto di Cagliari e la locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Con la sua piena operatività quello che fino a ieri sembrava un sogno diventerà realtà: sarà possibile velocizzare i tempi di sdoganamento delle merci che sbarcheranno a Cagliari.
Le procedure verranno concluse direttamente in mare. Si è lavorato tanto insieme a tutti gli operatori del cluster portuale in particolare con doganalisti, agenti marittimi e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per raggiungere un risultato che ci riempie di orgoglio. In questo modo, con una più efficiente catena logistica, aumenterà la capacità di movimentazione del nostro scalo”.

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