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The Pride: Zingaretti porta in scena l’amore Gay


18 febbraio 2016 - Due storie, simili, ambientate in epoche diverse. Fine anni Cinquanta, da una parte, anni Duemila, dall’altra. Stessa città, Londra, stessi nomi, per i quattro protagonisti, ed un unico tema, l’amore. Quello omosessuale, certo più difficile ieri di oggi, ma anche quello di una moglie verso suo marito e di una incasinatissima donna single verso un compagno dei giorni nostri, che non compare mai.

Dinamiche antiche e moderne, fedeltà e tradimenti, sofferenza e perdono. Sì perché The Pride, piéce teatrale scritta da Alexi Kaye Campbell e diretta e interpretata da un bravissimo Luca Zingaretti, è un testo enigmatico che esplora nel profondo di ognuno di noi. Che prima o poi nella vita, etero o gay, deve affrontare quello stesso dilemma: ovvero scoprire chi siamo veramente, capire cos’è che vogliamo davvero e comprendere il nostro io guardandoci, finalmente, allo specchio.

 Zingaretti ci riesce benissimo: nell’improbabile parte di un uomo che si scopre gay, fragile, dolce, impaurito e combattuto, come qualsiasi persona innamorata. Incapace di sostenere il peso di un tradimento, come nella seconda storia, e che alla fine cederà al perdono e alla tenerezza perché spesso, nella vita, l’amore, che sia etero o gay, vince su tutto. The Pride entusiasma il pubblico che segue attentamente tutte le evoluzioni di queste due ambientazioni parallele. È teatro ma potrebbe essere anche un film, una fiction di qualità o un libro da leggere tutto di un fiato. Ma, soprattutto, una qualsiasi storia d’amore di tutti i tempi.

Perfettamente calata in tema di unioni civili e, di contro, assolutamente universale nel mondo dei sentimenti di tutti noi. Accanto a Luca Zingaretti, anche Maurizio Lombardi, Valeria Milillo e Alex Cedron, interpreti straordinari dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Attori meno noti del “commissario siciliano” più famoso d’Italia, che arrivano al pubblico lasciandolo soffrire, inorridire, rabbrividire, pensare ma, soprattutto, emozionare.
 “The Pride non è solo un spettacolo sull’omosessualità, tematica delicata circondata ancora da tanti pregiudizi ma è soprattutto una storia che tocca intimamente ognuno di noi” – spiega il direttore artistico del Teatro Bellini, che da qualche anno ha sposato in pieno la politica di suo padre Tato Russo. “Dal 2009 il Bellini è diventata la casa del Teatro, uno spazio aperto alla città, un luogo di aggregazione cui accompagnare anche i più giovani da avviare al teatro”.
 E questo è, certamente, uno spettacolo che anche i ragazzi più giovani possono e devono vedere.

 Tiziana Morgese

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