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Assotutela sulla riforma portuale


“Ho letto con molta incredulità – ha dichiarato Agostino Gallozzi, Presidente di Assotutela - la risposta del Ministero delle Infrastrutture all’interrogazione dell’Onorevole Tino Iannuzzi, tale è l’incoerenza della risposta formale rispetto al testo della legge in vigore”. La risposta all’interrogazione parlamentare dell’On. Iannuzzi afferma che: “(…) Lo schema di decreto delegato adottato dal CdM lo scorso 20 gennaio vede molto rafforzato il ruolo delle Regioni. (…) Ne prevede l’esplicito coinvolgimento esclusivo, in concorso e nella forma vincolante dell’intesa con il Ministro delle Infrastrutture, per l’indicazione dei Presidenti delle Autorità Portuali”. Ed, incredibilmente, aggiunge: “(…) E’ opportuno far notare che oggi, invece, vige una complessa procedura che vede la Regione come un primus inter pares rispetto a Province, Comuni e Camere di Commercio nella responsabilità di individuare una terna di nomi espressione del territorio e da sottoporre al Ministro per la scelta finale. Le Regioni passano così su questo specifico aspetto da una funzione istruttoria-propositiva (al pari di tutti gli altri enti locali) ad una funzione esclusiva tipica dei meccanismi vincolanti di co-decisione (…)”. “Questa dichiarazione - evidenzia Gallozzi - è estremamente grave perché avalla, fuorviando il dibattito parlamentare, una rappresentazione dei fatti completamente difforme rispetto al contenuto della legge 84/94 attualmente in vigore”. “La legge vigente - spiega Gallozzi - non pone affatto la Regione come soggetto primus inter pares con Provincia, Comune e CCIA nell’individuazione della terna dei candidati alla presidenza, perché essa non partecipa proprio per nulla alla mera funzione istruttoria-propositiva in situazione di parità decisionale con gli altri Enti. Già oggi la legge in vigore prevede che il Ministro nomini il Presidente previa intesa con la Regione interessata e, quindi, pone già oggi in capo alla Regione una funzione esclusiva tipica dei meccanismi vincolanti di co-decisione. Addirittura le legge prevede - sempre nella sua stesura attuale - che, in caso di mancata formulazione della terna dei candidati da parte delle Istituzioni Territoriali, il Ministro possa nominare il Presidente previa intesa con la Regione interessata (altro che primus inter pares rispetto a Provincia, Comune e CCIAA). E’, pertanto, non vera l’affermazione secondo cui lo schema di decreto delegato determina ora il passaggio delle Regioni ad una funzione esclusiva tipica dei meccanismi vincolanti di co-decisione: tutto ciò è già previsto dalla norma in vigore. La domanda da porsi a questo punto è: Perché, pur godendo di queste prerogative, il Ministro invece di nominare i Presidenti ha nominato tanti Commissari alla guida dei porti italiani (come nel caso di quello di Napoli commissariato da tre anni e oltre)?

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