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Shuttle ferroviario tra porto di Napoli e Interporto Sud Europa


23 dicembre 2015 – E’ partito ieri pomeriggio il secondo convoglio ferroviario di contenitori con destinazione l’Interporto Sud Europa di Marcianise-Maddaloni. Operato da Servizi ISE, concessionario per le manovre ferroviarie, il collegamento porto-interporto sembra ormai avviato a diventare un fattore di efficienza dello scalo napoletano, che lamentava da anni la mancanza di un raccordo ferroviario che garantisse una migliore mobilità delle merci in entrata ed uscita dal porto.

Dopo un primo collegamento effettuato ad inizio mese, quello di ieri ha la valenza di operatività vera e propria. Si è trattato infatti di un convoglio di contenitori partiti dal porto allo “stato estero” e che sono stati accolti all’Interporto Sud Europa nell’importante area doganale di circa 20.000 mq, servita da un fascio di binari di 440 metri e che gode del regime A3 di temporanea custodia.

Il responsabile della logistica ISE, Antonio Zuccaro, ha così commentato: “Questi treni mirano a ridurre i tempi di permanenza in porto di un contenitore, ciò rappresenta non solo un vantaggio per l’infrastruttura portuale tutta, in quanto si evitano dei momenti di vero e proprio ingorgo che vanno a scapito di tutte le attività dello scalo, ma rappresenta un vantaggio anche per l’immagine del porto, perché rendendo più fluido il movimento delle merci nelle aree portuali ci si presenta agli armatori più competitivi riuscendo ad attirare altri traffici.”

Dichiara a Primo Magazine Antonio Campolattano AD ISE: “Ci muoviamo tra mille difficoltà cercando di fare ciò che in tutti gli altri porti gli operatori sono spronati ed aiutati a fare: aumentare l’efficienza del porto. Risulta quasi incomprensibile come per ripristinare questo collegamento ferroviario ci sia voluto tanto impegno e per mantenere l’operatività degli spazi in porto l’impegno diventa quotidiano togliendo risorse di tempo destinate allo sviluppo del lavoro.”

Per il Presidente di ISE, Salvatore Antonio De Biasio “bisogna che sia chiaro a tutto il cluster marittimo portuale che lo sviluppo di un porto (ndr, o la sua salvezza) passa per il collegamento ferroviario che questo può garantire alle merci. Fino ad oggi è stata certamente grave la mancanza di un raccordo ferroviario con il retro porto che nel caso fortunato di Napoli è rappresentato da due interporti di cui uno è nodo della dorsale inserita nella rete TEN-T.
Siamo particolarmente attenti alla direzione che sta intraprendendo il Ministero individuando una programmazione nazionale di investimenti mirati e registriamo con soddisfazione che la rete di collegamenti ferroviari tra i principali porti commerciali italiani e le infrastrutture logistiche è tra le priorità per rendere più efficiente e competitivo tutto il sistema logistico del Paese.”

Ma al di là del retro porto, essenziale ed imprescindibile valvola di sfogo per le migliaia di container che invadono le aree portuali quando si concentrano attracchi di grandi navi in poche ore uno dall’altro, Napoli ha la grande potenzialità di programmare collegamenti ferroviari diretti, considerando che dal porto ci si collega direttamente alla rete nazionale di FS.

MDC

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