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Nel 2015 la crescita del Veneto si ferma al +1%


16 dicembre 2015 – Mentre il 2015 si sta concludendo, ci accorgiamo che il 2014 non è stato un anno poi così negativo. Secondo gli ultimi dati relativi ai conti economici territoriali diffusi dall’Istat, lo scorso anno il Pil regionale è cresciuto dello 0,4% rispetto al 2013 (sei mesi fa si era stimata una variazione nulla). Tuttavia il Veneto, secondo Unioncamere Veneto, è oggi interessato da una ripresa difficile, connotata da una decelerazione dei livelli produttivi.

Dopo lo slancio evidenziato nella prima parte del 2015, l’industria regionale ha mostrato nei mesi estivi una crescita meno vivace. Secondo le ultime previsioni disponibili, l’economia regionale chiuderà il 2015 con una variazione pari all’1% su base annua, 6 decimi di punto superiore alla crescita maturata nel 2014. Solo a partire dal 2016 il Pil regionale crescerà ad un ritmo più sostenuto (+1,3%). Nel 2015 l’economia regionale dovrebbe registrare un recupero dei consumi delle famiglie (+1,7% al netto delle scorte) a fronte di una sostanziale stabilità degli investimenti (-0,1%). Il Pil regionale dovrebbe beneficiare di un recupero delle esportazioni (+5,8%) a fronte di una moderata ripresa delle importazioni (+3,3%).

Rispetto a tale scenario di previsione, caratterizzato da ampi margini di variabilità legati all’evoluzione del commercio internazionale e al vistoso rallentamento delle economie emergenti, non possiamo non constatare quanto la crescita (o la decrescita) del Paese e del Veneto dipenda dalla dinamica degli scambi commerciali con l’estero: con il 2,8% del totale del commercio mondiale, l’Italia occupa l’8° posto nel mondo (4° in Europa) tra i maggiori esportatori e se le quote di Cina, USA e Germania restano inavvicinabili, il 4° posto del Giappone è lontano meno di un punto percentuale. Ma sperare solo nelle esportazioni per vedere crescere l’economia nazionale e regionale potrebbe non bastare.

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