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Federazione del Mare e Assoporti sui dragaggi


26 dicembre 2015 - Umberto Masucci, vicepresidente della Federazione del Mare, e Francesco Messineo, presidente dell'Autorità portuale di Marina di Carrara e delegato Assoporti per il tema dragaggi, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sull'approvazione da parte della Camera delle nuove norme che semplificano i dragaggi.
 "Siamo molto lieti dell'approvazione da parte della Camera delle norme sull'ambiente contenenti previsioni di semplificazione in tema dei dragaggi nei c.d. siti di interesse nazionale. Per lungo tempo il cluster marittimo si è battuto per quell’obiettivo, al fine di restituire competitività ai nostri porti. A febbraio, in occasione di un convegno dedicato ai dragaggi organizzato da Federazione del Mare, Assoporti e Federagenti, conclusosi con la sottoscrizione di una posizione in comune in materia poi accolta da tutto il cluster e trasmessa ai vertici del Governo, manifestammo apprezzamento per l'opera della sottosegretaria di stato Silvia Velo: oggi siamo felici di vedere che il loro impegno si sia concretizzato in una disposizione normativa che ha concluso il suo iter in Parlamento. Ci aspettiamo ora una celere individuazione dei criteri per l’applicazione delle nuove norme, in linea – cosi come espressamente dice la legge – con quanto fatto in altri Stati dell’UE, cosi da sbloccare le numerose situazioni di grave criticità esistenti in molti porti italiani".
 La Federazione del Mare ribadisce l’urgenza e l’interesse generale della questione di una progressiva emarginazione di diversi porti nazionali dai traffici mercantili, turistici e pescherecci, emergenza che richiede un intervento tempestivo dello Stato, anche sul piano finanziario.

1 commento:

  1. Finalmente anche nel nostro Paese
    si adottano Normative che assomigliano almeno in parte
    a quelle Comunitarie che favoriscono lo sviluppo delle economie.

    Normative Comunitarie che di fatto hanno consentito la realizzazione ed il continuo attuale sviluppo di realtà Portuali come " di Rotterdam - Amburgo - Brema - Wilhelmshaven - Portsmouth - Felixstowe - Londra - Le Havre - Algeciras - Barcellona - Fos " che non si possono certamente considerare sbocchi al mare naturali, poiché sono stati creati artificiosamente dall'uomo con notevoli opere "di recupero di spazi al mare - bonifica dei siti inquinati - sbancamenti - interramenti - e continui dragaggi dei fondali per renderli adeguati ed interfacciabili con le notevoli e crescenti esigenze dei vettori marittimi.

    Per poter guardare serenamente al nostro futuro e recuperare un significativo ruolo sulle scene dei Traffici Internazionali, bisognerebbe essenzialmente metter mano ad alcune farraginose normative che attualmente sono fonte d'interminabili contenziosi e che di fatto stanno notevolmente condizionando in termini di tempi e costi la pianificazione e la cantierizzazione delle grandi opere, di cui il nostro Paese avrebbe assoluto bisogno, che si possono sintetizzare in:

    1. La discarica di materiali inerti per poter recuperare ampi spazi al mare.
    Le bonifiche ed il possibile recupero dei Siti inquinati, cercando di tenere in debita considerazione il fatto che per non sprecare inutilmente tempo e risorse i parametri relativi ai valori minimali d'inquinamento consentiti, non possono essere sempre uguali nelle varie situazioni siano esse relative ad insediamenti industriali o portuali oppure urbanizzazioni cittadine o agricole.

    2. L'esecuzione dei dragaggi dei fondali di banchine e canali.

    3. La gestione dei fanghi di dragaggio.

    4. L'impatto ambientale delle opere, queste di fatto stanno attualmente producendo infinite discussioni e conseguenti estenuanti ricorsi e controricorsi poiché non tengono nella dovuta considerazione " l'inevitabile impatto ambientale che considerati i notevoli loro dimensionamenti le moderne infrastrutture Viarie e Portuali non possono non generare ".

    Brunello Zanitti Giuliano
    http://sceltemancate.trieste.it

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