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Emilia-Romagna - Rallenta la crescita dell'export


28 dicembre 2915 - Nel terzo trimestre 2015, le esportazioni emiliano-romagnole, 13.510 milioni di euro, hanno fatto segnare un incremento del 3,0 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Il rallentamento della crescita regionale, rispetto a un +5,1 per cento del trimestre precedente, risulta allineato con l’analoga variazione della dinamica nazionale, da +6,7 dei tre mesi da aprile a giugno a +3,2 per cento tra luglio e settembre. La crescita è stata trainata dalla ripresa dei mercati dell’Unione europea che affianca il successo sul mercato statunitense, tra le aree di destinazione, mentre se si considerano i prodotti esportati, si riallinea alla media quella dei mezzi di trasporto.

Nei primi 9 mesi dell’anno, l’Emilia-Romagna resta la III regione per quota dell’export nazionale (13,4 per cento), preceduta dalla Lombardia (26,8 per cento) e dal Veneto (13,9 per cento) e seguita dal Piemonte (11,1 per cento). I settori La tendenza è positiva, ma alquanto disomogenea. Nel trimestre rientra la forte crescita dei mezzi di trasporto (+3,2 per cento), mentre accelera quella delle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (+14,9 per cento), affiancata da un forte incremento del limitato export di prodotti agricoli (+11,7 per cento), mentre è un boom quello della farmaceutica (+37,2 per cento).

L’andamento è chiaramente positivo per la ceramica e vetro, l’alimentare, la piccola industria del legno e del mobile e per le industrie della gomma e materie plastiche. Per gli altri settori il segno è rosso, e risulta lieve per il fondamentale export di macchinari e apparecchiature (-0,7 per cento), più marcato per le industrie della moda (-2,5 per cento) e più pesante per i prodotti della metallurgia e dei prodotti in metallo (-3,2 per cento), ovvero della subfornitura regionale. Le destinazioni La crescita è stata trainata da una ripresa dei mercati dell’Unione europea. L’export infatti inverte la tendenza e cresce sul mercato tedesco (+4,2 per cento), resta fermo su quello francese, mentre accelera ancora su quello spagnolo (+12,2 per cento). Fuori dall’area dell’euro proseguono il boom di vendite nel Regno Unito (+18,5 per cento) e la forte crescita sul mercato polacco (+8,5 per cento).

Al di fuori dell’Unione continuano la ripresa del mercato turco (+13,5 per cento) e la caduta di quello russo (-30,8 per cento). I buoni risultati sui mercati dell’Unione si sono affiancati a quelli ancora più positivi ottenuti sui mercati dell’America, dovuti al successo negli Stati Uniti (+18,7 per cento). Molto bene in Oceania, ritorna negativo l’andamento sui mercati del continente africano (-10,0 per cento). Si inverte bruscamente la tendenza sui mercati asiatici (-3,0 per cento). In allegato il comunicato stampa completo.

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