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Check up Mezzogiorno, segnali di ripartenza al Sud


31 dicembre 2015 - I segnali di vitalità dell’economia meridionale, visibili già nella prima parte dell’anno, si sono infittiti, tanto da far prevedere la possibilità di valori timidamente positivi per il PIL meridionale già alla fine del 2015. Secondo le stime di Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), il PIL del Mezzogiorno dovrebbe infatti tornare a salire dello 0,2% nel 2015 ed in maniera un po’ più robusta nel 2016 (+1%): in un caso e nell’altro, però, la crescita attesa è inferiore a quella del resto del Paese.

 Prospettive moderatamente positive per la chiusura dell’anno sono confermate anche dall’ “Indice sintetico dell’economia meridionale”, un indicatore composito (aggiornato con cadenza semestrale) che fotografa anno per anno lo stato di salute economica dell’Italia meridionale: secondo le stime, infatti, nel 2015 l’Indice dovrebbe far segnare, per la prima volta dal 2011, un valore sia pur di poco positivo.

Tre indicatori su cinque (PIL, Export e Occupazione) sono in crescita, uno (quello delle imprese) sostanzialmente stazionario: solo l’indicatore degli investimenti continua, anche per il 2015, a far segnare valori negativi, anche se il calo è minore di quello degli anni precedenti. Come negli anni scorsi, dunque, sono i bassi investimenti a condizionare le prospettive di ripresa del Sud. Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere meridionali si mantiene sui massimi degli ultimi quattro anni, facendo segnare un valore di due punti più elevato rispetto ad un anno fa: segnale analogo viene dai consumatori, che esprimono anch’essi una fiducia ai massimi rispetto agli ultimi quattro anni.

 Al miglioramento delle aspettative ha sicuramente contribuito la crescita dell’occupazione al Sud: nei primi nove mesi dell’anno, infatti, sono 136.000 in più, rispetto all’anno precedente, gli occupati nelle regioni meridionali, riportando il dato vicino alla soglia psicologica dei sei milioni di occupati (5 milioni e 970 mila).

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il tasso di occupazione sale al Sud dell’1,1%, lo 0,3% in più della media nazionale mentre la disoccupazione cala di 2 punti percentuali (sempre rispetto al III trimestre 2014), scendendo al 17,6%. All’incremento degli occupati meridionali ha contribuito lo sgravio per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, sono state quasi 290 mila le assunzioni agevolate al Sud su un totale di 900 mila: il dato sulla Cassa Integrazione, tornato sui livelli pre-crisi, conferma a sua volta la stabilizzazione dell’economia meridionale dopo sette anni di turbolenza.

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