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Illuminiamo i monumenti dentro e fuori


26 novembre 2015 - Si è tenuta ieri mattina presso la suggestiva cornice della Sala Cinese della Reggia di Portici la conferenza stampa d’inaugurazione della mostra “I capolavori della Città Metropolitana di Napoli in mostra”.
 «Un evento che rappresenta il cuore dell’intero progetto» ha sottolineato la responsabile Renata Monda. Un progetto che evidenzia gli obiettivi specifici della Città Metropolitana come ha precisato il vicesindaco Elena Coccia: «Solo in questo modo le periferie si annullano in un unico grande territorio». 
Ma anche attenzione verso il suo patrimonio monumentale, un patrimonio che va da S. Maria La Nova al Palazzo della Prefettura, come ha spiegato David Lebro:
«E’ necessario porre attenzione sulla Reggia Borbonica, in parte salvaguardata da presenza storiche come la Facoltà di Agraria. Benché, in questi anni, sia stata poco valorizzata pur essendo al centro del cosiddetto Miglio d’Oro.
 L’impegno di Città Metropolitana deve essere di farne un centro culturale dell’intera area. Non a caso con la delibera d’indirizzo abbiamo stanziato 2 milioni e 200 mila euro per il restauro delle facciate ed eliminare gli abusi perpetrati per decenni. Altro obiettivo è quello di rendere permanente una parte della Quadreria e della Pinacoteca. Infine ottenere il riconoscimento dall’ Unesco del sito borbonico». 
 Il primo cittadino di Portici, Nicola Marrone, si è dichiarato « lusingato, come amministrazione, di ospitare una tale iniziativa. Un progetto che ci invita ad essere più uniti anche nel ripristinare la creazione di un sistema più ampio in cui le periferie portavano linfa». 

 Il Preside della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, Paolo Manzi ha percorso gli otto anni dell’Università all’interno della Reggia ponendo al centro del suo discorso la grande attenzione del mondo accademico all’arte:
«Città metropolitana, Soprintendenza, MUSA e amministrazione comunale rappresentano una sinergia preziosa per la riuscita di numerosi progetti di recupero e restauro nel corso degli anni».

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