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Alla scoperta del terminal intermodale con Open Factory


30 novembre 2015 - Oltre 200 persone hanno visitato ieri pomeriggio il Grande Terminal Intermodale di Interporto Padova in occasione dell'evento Open Factory, il più importante appuntamento delle Venezie dedicato alla scoperta del tessuto produttivo del nostro territorio.

 E' stata una occasione unica per i non addetti ai lavori per vedere da vicino, fotografare e filmare le attività di uno dei tre principali interporti italiani, un hub dove transita la maggior parte delle merci -in export e in import- che interessa l'economia del Nord Est. I partecipanti sono stati accolti con una castagnata davanti alla sede di Interporto Padova, e da qui a bordo di un pullman, hanno intrapreso la visita alle infrastrutture, guidati dal direttore generale Roberto Tosetto.

Le attività di trasbordo dei container dal treno ai camion e viceversa, effettuate con gigantesche gru gommate, sono state il clou della visita. Interporto Padova grazie al trasbordo sui treni (oltre 5000 in un anno) di più di 270 mila container, contribuisce ad un trasporto più sostenibile e sicuro. Ogni container che raggiunge un porto via ferrovia, è infatti un camion in meno sulle nostre strade. Proprio per aumentare la capacità di movimentazione del terminal entro il 2017 Interporto Padova installerà 4 gigantesche gru elettriche a portale di tipo portuale con un investimento complessivo di circa 16 milioni di euro.

I visitatori hanno anche potuto vedere da vicino uno dei mezzi ecologici di Cityporto, il servizio di distribuzione urbana delle merci in centro storico e nell'area termale grazie ai quali ogni giorno si evita l'ingresso in città di oltre 100 furgoni diesel. «Siamo molto contenti di questa iniziativa che ci ha dato la possibilità di aprire le nostre infrastrutture a tutta la città - commenta il presidente di Interporto Sergio Giordani - La gente conosce poco la nostra attività, ignora il ruolo dell'Interporto e di chi ci lavora. Eppure abbiamo un ruolo fondamentale per il territorio e se ci fermassimo per una settimana l'intera economia dell'area si bloccherebbe».

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