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La nuova disciplina dei delitti ambientali – Ecoreati


La tematica ambientale legata alle attività economiche, tra cui è compresa quella legata alla gestione dei rifiuti, rappresenta un ambito di interesse del sistema camerale verso cui sviluppare azioni di informazione e formazione in materia di legalità.

 Le Camere di Commercio, infatti, in base ai compiti di legge svolgono il ruolo di raccolta di dati ambientali prodotti dalle imprese, promuovono azioni a supporto della certificazione ambientale delle stesse imprese, gestiscono registri ambientali e albi aventi valore di autorizzazione, tra cui a livello regionale l’Albo Nazionale Gestori Ambientali del Ministero dell’Ambiente.

 Proprio in tale ambito si inserisce l’iniziativa organizzata dall’IRFI, Azienda speciale della CdC di Roma, in collaborazione con l’Albo Nazionale Gestori Ambientali Sezione Regionale del Lazio e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in cui sono stati presentati a oltre 90 imprese del territorio - da un relatore d’eccezione come il Sostituto Procuratore Raffaele Guariniello - gli aspetti normativi salienti della nuova legge sui delitti ambientali. Dal mese di maggio 2015 con l’entrata in vigore della legge 68/2015 gli ecoreati sono legge.

Dopo svariati anni di battaglie, i crimini contro l’ambiente non sono più contravvenzioni, ma delitti: la norma introduce nel codice penale italiano cinque nuovi reati contro l’ambiente (disastro e inquinamento ambientale, traffico e abbandono materiale ad alta radioattività, impedimento dei controlli, omessa bonifica), alcuni dei quali come visto considerati di particolare gravità, inasprendo la lotta alle ecomafie, tutte quelle attività illegali che operano in quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business, e in generale segnando un cambiamento di passo rispetto ai reati contro l’ambiente.

 Alcuni dati: nel 2014 sono stati 29.293 gli ecoreati accertati per un giro d’affari pari a 22 miliardi di euro. Sono aumentate le infrazioni nel settore dei rifiuti (+26%) e del cemento (+4,3) alimentate dal fenomeno della corruzione e, purtroppo, il Lazio è risultato ancora una volta la prima regione del centro Italia con 2.255 infrazioni accertate.

Il 2015 è, quindi, un vero e proprio spartiacque e verrà ricordato come l’anno della legge che introduce finalmente nel codice penale uno specifico Titolo dedicato ai delitti contro l’ambiente, che punisce chi vuole fare profitti a danno della salute collettiva e degli ecosistemi.

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