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Futuro del Club Alpino Italiano


“Quale volontariato per il CAI di domani”. È questo il tema al centro del 100° Congresso del Club alpino italiano, in programma a Firenze, presso il Nelson Mandela Forum (Viale Malta, 6) sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 2015. Fin dalla sua nascita il CAI, come recita l'articolo 1 del suo Statuto, “ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.

L'obiettivo del Congresso è analizzare i punti di forza e le criticità del “Sistema CAI” e definire gli indirizzi per il futuro. “Dobbiamo dibattere sull’attualità delle nostre proposte verso la società odierna. È ancora valido il nostro modo di operare? E’ ancora appetibile, in particolare per i giovani? Il CAI ha urgente bisogno di adeguarsi ai cambiamenti, sempre più veloci, per rendere più incisive la nostra presenza, la nostra organizzazione e la nostra offerta a servizio dellle modificate esigenze della società”, afferma il Presidente generale del CAI Umberto Martini. “Tutto questo senza rinunciare alla nostra identità o diluendoci nei cambiamenti, ma ricercando una più attuale incidenza del nostro modo di essere”.

Tre gruppi di lavoro (“Volontariato nel CAI di oggi”, “Volontariato nel CAI di domani”, “Associazionismo e servizi”) hanno raccolto contributi in rete dai soci dallo scorso luglio, hanno svolto il lavoro preparatorio e redatto relazioni che saranno discusse dai partecipanti al Congresso attraverso seminari monotematici, con l'obiettivo di produrre proposte spontanee e condivise. Il Presidente generale Umberto Martini è certo che il contributo e l'opinione della base associativa renderanno il 100° Congresso “un appuntamento che segnerà una svolta se non rivoluzionaria, certamente significativa nella storia del nostro

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