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Verona - Protesti: ci si indebita di meno ma per somme maggiori


A Verona si spende e si rischia meno, ma chi emette assegni e tratte lo fa per un importo maggiore. Continua il calo dei titoli protestati che scendono sotto i 7milioni di euro di valore, con una nuova contrazione del 15% nel primo semestre 2015, rispetto al medesimo periodo del 2014, ma aumenta l’importo medio degli effetti protestati dai 2.288 euro del primo semestre dello scorso anno ai 2.412 al 30 giugno di quest’anno.
 I dati dell’ufficio protesti della Camera di Commercio di Verona segnalano una riduzione delle cambiali, il titolo maggiormente protestato, del 40% a 3,2 milioni di euro.
 “Registriamo un ennesimo ribasso che porta gli effetti protestati ai minimi storici – commenta il presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello – ma è un dato dalle molteplici interpretazioni. Da un lato si può immaginare che imprese e consumatori abbiano gestito in modo più accorto il denaro, mostrandosi più restii a spendere, in attesa di un consolidamento della ripresa. Il perdurare di una situazione economica ancora difficile per molte piccole e medie imprese, poi, potrebbe aver favorito da una parte l’uscita dal mercato degli operatori più deboli e dall’altra una maggiore cautela dei fornitori a concedere crediti commerciali. D’altro canto, però, il continuo calo di titoli protestati potrebbe indicare anche un cambiamento complessivo nelle modalità di erogazione del credito”.
 In un quadro decrescente dei volumi di titoli protestati, però, aumenta il valore complessivo degli assegni e delle tratte non accettate: rispettivamente del 28% a 2,6 milioni e del 40% a un milione. Gli assegni protestati nei primi sei mesi dell’anno sono stati 355 contro i 369 dei primi sei mesi del 2014: in riduzione anche le tratte non accettate da 142 a 128.

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