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Ratificato accorpamento Camere di Commercio di Biella e Vercelli

Gianpiero Masera
Con decreto firmato il 6 agosto scorso il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha dato avvio al processo di costituzione della nuova “Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Biella e Vercelli” mediante accorpamento tra le Camere di commercio delle due province, i cui rispettivi consigli avevano deliberato tale scelta il 18 febbraio scorso. Il decreto giunge dopo il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni del 30 luglio e dà quindi il via libera al meccanismo di formazione del nuovo consiglio camerale sui due territori, alla costituzione del quale la nuova Camera di Commercio di Biella e Vercelli sarà effettiva. Per espletare tutte le operazioni necessarie, il Ministero ha nominato quale commissario ad acta l'attuale Segretario Generale dei due enti Gianpiero Masera, che svolgerà questo compito a titolo gratuito. I due consigli, e quindi a cascata le due giunte e i due presidenti, decadranno dal momento in cui si insedierà il consiglio del nuovo ente accorpato. Come previsto dalle delibere di febbraio, la nuova Camera di Commercio avrà sede legale a Vercelli, in piazza Risorgimento 12, e sede operativa in via Aldo Moro 15 a Biella. La ratifica della fusione delle due entità camerali giunge a pochi giorni dall'approvazione definitiva, lo scorso 4 agosto, del disegno di legge che delega al Governo la riforma della pubblica amministrazione. In attesa quindi dei decreti attuativi che entreranno maggiormente nel dettaglio sulle attribuzioni e sulla riorganizzazione del sistema camerale, il provvedimento (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 agosto, il numero attribuito alla legge è il 124 del 7/08/2015) prevede intanto la contrazione del numero di Camere di Commercio da 105 a 60 tramite accorpamenti territoriali con una soglia minima di almeno 75mila imprese. La revisione del sistema camerale aveva comunque preso il via già nel 2014 con la legge 114 che ha ridotto il diritto annuale percepito dalle CdC del 35% nel 2015, del 40% nel 2016 e, a regime, del 50% nel 2017. Questo importante intervento sulla principale fonte di introito delle Camere di commercio ha avuto effetti dirompenti sulla possibilità di azione delle medesime. Di qui la necessità di prevedere un riordino del sistema attraverso l'accorpamento di più enti per ridurre i costi e gestire in modo più efficiente i servizi. Il Governo ha accolto con favore, quindi, i numerosi accorpamenti che sono già stati effettuati tra diverse Camere di Commercio, tanto che a commento del decreto del 6 agosto sul sito del MISE si legge che “la concreta anticipazione del processo di riforma da parte del sistema camerale consente di anticiparne gli effetti positivi ed anche avere indicazioni utili ai fini della definizione e successiva attuazione dello stesso processo di riforma legislativa”. Ad oggi sono 23 le Camere di Commercio che hanno proceduto all'accorpamento, facendo così scendere il loro numero a dieci.

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