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D’Agostino: tracciare nuova rotta per il porto di Trieste


Alla guida dell'Autorità Portuale nel ruolo di Commissario Straordinario dal 24 febbraio di quest'anno, incarico prorogato di altri sei mesi proprio nelle scorse settimane e che potrebbe poi trasformarsi in presidenza, Zeno D'Agostino traccia una nuova rotta per lo scalo triestino.

Gli obiettivi sono rafforzare il ruolo di porto a livello internazionale con un occhio di riguardo al Centro- Est Europa, e, allo stesso tempo, una più profonda integrazione col sistema logistico regionale. Il tutto partendo da azioni concrete, apparentemente minori rispetto ai grandi progetti infrastrutturali, ma fondamentali per ottimizzare una catena logistica complessa, della quale il porto è un anello strategico, ma la cui efficienza è condizionata da molte variabili, dai collegamenti a terra fino alla chiarezza del quadro amministrativo e regolatorio.
Ma il Commissario vuole anche fare il punto dei traguardi ottenuti fino ad oggi dal porto giuliano. “Quando sono arrivato qui a Trieste mi sono subito reso conto che lo “stato dell'arte” è molto buono – spiega D'Agostino - e che forse l'attività del Porto a livello nazionale è poco conosciuta nelle sue eccellenze. Siamo il primo porto italiano per tonnellate complessive movimentate, 57 milioni. Prevengo subito l'obiezione: ma di questi 57 milioni 42 sono petrolio greggio e poche altre rinfuse liquide. Quasi che essere il primo porto petrolifero del Mediterraneo sia qualcosa di secondario: io dico invece che questo risultato importantissimo è frutto della visione strategica sviluppata ancora negli anni '60 da SIOT e dall'Autorità Portuale grazie alla quale oggi il 100% del greggio destinato alla Baviera, il 40% di quello di tutta la Germania, il 100% di quello per l'Austria e il 40% di quello per la Repubblica Ceca passano di qui e non dai porti del Nord Europa”. 
L' altra tipologia di traffico specifica di Trieste è il ro-ro. “Grazie alle attività di Samer e di EMT del Gruppo Parisi le relazioni con la Turchia marciano a pieno ritmo con una crescita in questi primi mesi del 2015 del 40%. Sono circa 25.000 al mese le UTI, nella quasi totalità semirimorchi non accompagnati, che transitano dal nostro porto da e per Austria, Germania e Lussemburgo - sottolinea D'Agostino che precisa - Il 70% di questi semirimorchi viaggia su ferrovia e direi anche che quando parliamo dei volumi di merci movimentate dal porto di Trieste queste 297.000 UTI/anno del traffico ro-ro andrebbero aggiunte agli oltre 500.000 TEU del traffico contenitori. Cambia appunto, il contenitore, ma sempre di merci non accompagnate e inoltrate con soluzioni intermodali si tratta”.
 Franco Tanel 
 (leggi l’articolo completo su PORTO&diporto Settembre 2015)

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