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Pesca a mosca a Castel di Sangro

Nasce a Castel di Sangro il primo Comprensorio “Fly fishing” del Paese. Inizia da due regioni del centro Italia, l’Abruzzo e il Molise, la prima iniziativa con cui gli operatori del territorio renderanno agevoli ed accoglienti tutti i fiumi d’Italia individuati dal progetto “Le vie della pesca

a mosca”, lanciato dalla omonima associazione nell’ambito del progetto transnazionale “Le Transumanze”. Il progetto è promosso dal Gal Abruzzo Italico Alto Sangro, dal comune di Castel di Sangro, associazioni della pesca ed Archeoclub. “Il vero senso della promozione di un territorio non risiede in un solo tratto di fiume, ma lungo il suo intero percorso.

A questo si ispira il progetto”, spiega Osvaldo Galizia, presidente pescarese dell’Associazione pesca a mosca. “Il Comprensorio Fly Fishing è un’aggregazione volontaria, in cui le realtà protagoniste mantengono la loro autonomia nelle rispettive aree: una vera e propria rete di persone, che credono che questo sport ambientalista possa aiutare a rilanciare l’economia interna e arginare lo spopolamento delle aree montane e pedemontane”.

 La pesca a mosca è la disciplina regina della pesca sportiva. La cosa particolare di questo tipo di pesca è che viene usata una mosca artificiale come esca e che solamente la massa della lenza, detta "coda di topo” funge da peso di lancio. Per piazzare la spesso leggerissima mosca nel luogo giusto della zona di pesca è necessaria una tecnica di lancio particolare e un’attrezzatura specifica.
Eduardo Cagnazzi

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