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Comitato Portuale Napoli. Si discute di costi e di Porto Fiorito


Si è discusso dei costi del porto e della situazione di Porto Fiorito nella riunione del Comitato Portuale di oggi. Una seduta interamente dedicata all’analisi dei costi diretti e indiretti dello scalo che
pesano sulla sua competitività e sulla operatività e alla difficile situazione di Porto Fiorito.
Sui costi, la decisione è stata, al termine del serrato confronto tra tecnici dell’Ente e membri del Comitato Portuale, di istituire una commissione che valuti, nell’ambito dei vincoli di bilancio, dove e come intervenire per una loro riduzione.
“La seduta - ha commentato il Commissario Straordinario, Francesco Karrer - è servita per inquadrare la questione che è complessa e che non si presta ad una semplice comparizione con altri porti. I costi, infatti, di un porto, siano essi i canoni o le tariffe sui servizi tecnico-nautici variano da porto a porto in base a diversi fattori ( dalla tipologia delle banchine, agli spazi) per cui è indispensabile definire quali sono le voci comparabili e in base a quali criteri, per poi decidere su quali elementi intervenire.”

L’importanza della rivisitazione dei costi del porto su cui gravano anche voci come tempi di verifica doganale delle merci, la viabilità, i tempi di trasporto, è stata sottolineata da tutti i rappresentanti delle categorie portuali. In particolare è stata richiamata l’attenzione sulla perdita nell’ultimo anno di 100 mila contenitori pieni e sull’urgenza di trovare soluzioni che consentano, attraverso una riduzione complessiva dei costi, di recuperare il traffico perso. Nel rispetto dell’obbligo,ovviamente, del pareggio di bilancio.

Su Porto Fiorito il Comitato Portuale ha accolto la proposta del Segretario Generale, Emilio Squillante, di riunire i soggetti pubblici e la società “Porto Fiorito” per verificare i contenuti dell’accordo di programma siglato nel 2000 e i margini per la sua attuazione. Da tempo il progetto per la realizzazione di un porto turistico a Vigliena è fermo e non tutti i lavoratori ( 17 persone) hanno trovato occupazioni alternative.

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