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La corsa al gigantismo rottamerà i porti obsoleti


La logistica è la scienza che regola il trasporto dei prodotti da un luogo all’altro nei tempi previsti, in modo efficiente al minor costo possibile. Questa definizione racchiude tutti i deficit strutturali che
caratterizzano la catena del trasporto in Italia. Riteniamo che sia efficiente il nostro sistema? Assolutamente no e quindi è impossibile realizzare l’obiettivo del rispetto dei tempi per le consegne e quello ulteriore della minor spesa possibile per realizzare il movimento delle merci.

Ed allora perché il nesso fra gigantismo navale, portualità e logistica dalla cui efficiente correlazione scaturiscono a cascata benefici per l’approvvigionamento e la consegna delle merci. Se i drivers dialogano e si interfacciano secondo le reciproche esigenze il sistema si efficienta e si realizzano le economie di scala. Il gigantismo navale è nato per abbattere i costo unitari del trasporto marittimo e per rendere più competitivi sulle lunghe distanze i prodotto trasportati.

Il minerale di ferro brasiliano trasportato sulle Vloc da 400.000 tons nel suo percorso classico Tubarao-Quingdao diventa competitivo nei confronti dell’analogo trasportato dall’Australia su navi da 170.000 tons e nella stessa misura il contenitore da Shanghai ad Amburgo o viceversa trasportato sulla nave full container da 19.000 teus abbatte il costo del trasporto per teu rispetto allo stesso contenitore trasportato sulla nave full container da 8.000 teus.

Si tratta di un fenomeno imponente che sta provocando a livello globale l’adeguamento delle strutture portuali allo scopo di poter ospitare queste navi ed in parallelo assistiamo alla cosiddetta rottamazione dei porti obsoleti non in grado di adeguarsi. Tutta la portaulità dell’Estremo Oriente e del Nord Europa è attraversata dalla necessità di adeguare le proprie strutture alle esigenze del gigantismo navale. Purtroppo questo semplice e sinergico schema è adottato in tutto il mondo tranne che in Italia.

 Da noi il sistema pur recependo le richieste provenienti dal gigantismo si è trastullato in questo ultimo decennio in inutili progetti distribuiti a pioggia su tutto il sistema portuale nazionale con il risultato di aver creato inutili e costosi doppioni a livello di strutture ed una over capacità terminalistica di oltre 30 milioni di teus contro una effettiva movimentazione di circa 9,5 milioni di teus di cui 3,5 milioni in trashipment.

Occorre realizzare infrastrutture che sconvolgono totalmente l’attuale assetto dei porti, banchine più lunghe per ospitare questi giganti da 400 metri di lunghezza, idonei fondali, ampi terminal di stoccaggio, gru e portainers adeguate in termini di sbraccio alle dimensioni delle meganavi. Però a questa inutile sovra capacità a cui si aggiunge l’ulteriore surplus proveniente dai nuovi progetti in esecuzione (uno per tutti la nuova piattaforma logistica del porto di Livorno avente una capacità di circa 2 milioni di teus quando andrà a regime) si è aggiunto anche il mancato adeguamento dei porti ai parametri tecnici necessari per ospitare le mega navi.

Quindi avanti con decisioni coraggiose che possano veramente dare la svolta al nostro sistema nel nome dell’efficienza e della competitività che ci vengono imposti dai commerci globali.
Andrea Mastellone

La versione integrale dell'articolo
è stata pubblicata su PORTO&diporto di dicembre

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