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Dal Satec ligure all’Italia insulare per il rilancio della nautica


“Dalla fine del 2008 ad oggi l’economia internazionale, ed in particolare quella italiana, ha vissuto una crisi epocale, che ha modificato in modo radicale ed irreversibile il nostro modo di pensare e di lavorare. La crisi
economica è stata durissima e, nel tempo, è diventata crisi di fiducia, crisi di identità, e senza troppo drammatizzare, oserei dire crisi di esistenza stessa del settore nautico in Italia”. Così il neoeletto presidente di UCINA Massimo Perotti al Satec di Santa Margherita Ligure, nell’annuale assemblea dell’Associazione, inizia il suo “percorso presidenziale” in un’Associazione spaccata al suo interno con vere a proprie “fughe” tra i suoi associati più prestigiosi che rischiano di mettere in forse la vita della stessa Associazione oltre che il prossimo Salone Nautico Internazionale di Genova poco attraente e forse anche competitivo rispetto a quello di Cannes.

 Ecco allora quali saranno le linee di azione del Programma Perotti/UCINA in 8 punti: dal fare sistema alle relazioni istituzionali, all’internazionalizzazione, al credito, ai prodotti e servizi al cliente, alla piccola nautica e cultura del mare e, infine, alla NewCo. “Saloni Nautici”. Per quanto riguarda la rappresentatività di UCINA: allargare la base associativa coinvolgendo la filiera espandendo la categoria degli Affiliati esplorando nuove aree di attività affini alla nautica; scoraggiare attività territoriali parallele e concorrenti; attribuire deleghe agli Associati perché costituiscano il raccordo dell’Associazione con il territorio.

Qui, a nostro avviso, il primo grossolano errore quando ci si vuole identificare come l’unica rappresentanza della realtà produttiva nazionale ma, ancora peggio, quello di scoraggiare le attività territoriali parallele e concorrenti. Concorrenti in che cosa? Una visione quanto meno “miope” che non agevolerà sicuramente il rilancio del mercato domestico e della nautica cosiddetta sociale vero elemento propulsore per centinaia di cantieri del Paese ma soprattutto per il rilancio del turismo nautico e la crescita del settore mentre nel Paese, con porti ancora semivuoti, sono in corso di realizzazione altri 20.000 posti barca. Massimo Bernardo

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