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Continua la crisi delle aziende, soprattutto nell’hi-tech e nell’intrattenimento

Numeri impietosi quelli presentati dal Cerved sul fallimento delle imprese italiane che hanno toccato un nuovo record tra gennaio e marzo del 2014.
I dati recentemente presentati dal Cerved e analizzati dall’Ansa mostrano che nel primo trimestre del 2014 ben 3811 aziende italiane hanno chiuso i battenti per fallimento.
L’amministratore delegato del Cerved, gruppo italiano che offre servizi
di orientamento e consulenze alle banche, Gianandrea De Bernardis, sottoline come “a soffrire maggiormente è il settore dei servizi (+7,3%) e quello delle costruzioni (+6,3%). Ancora in leggero rialzo la manifattura (+0,8%), anche se segna una decisa frenata rispetto ai dati dell’ultimo trimestre 2013”.
A preoccupare al momento è soprattutto la fuga delle multinazionali di microelettrica che stanno facendo letteralmente tremare la Silicon Valley in Lombardia. La Cisl Lombardia ha effettuato una prima stima per cui ci sarebbero almeno 2000 posti di lavoro a rischio nel settore dell’hi-tech e delle telecomunicazioni. A questi numeri bisogna aggiungere la situazione critica della multinazionale italo-francese STMicroelectroncis per la produzione di semiconduttori. Ben 4200 persone infatti sono impiegate nella sede di Agrate e stanno rischiando il posto di lavoro. Poco florida anche la situazione delle aziende nel settore della comunicazione e dell’intrattenimento, dove in particolare le piccole e medie imprese stanno riscontrando gravi difficoltà a causa degli inevitabili tagli sulle pubblicità e sponsorizzazioni di vario tipo.
Alcune regioni intanto stanno correndo ai ripari approvando dei piani di finanziamento per sostenere le attività in crisi o pre-crisi, attraverso consulenze specialistiche per rilanciare l’attività aziendale. In Veneto in particolare sono state stanziate risorse per 1 milione di euro per sostenere le aziende con sede legale nella regione, che stanno registrando forti cali di introiti, con una serie di iniziative volte a definire nuovi piani di sviluppo, rilancio ed accompagnamento.

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