Header Ads

La crociera tra le priorità di sviluppo territoriale? Serve più coralità

Si presenta e si discute spesso del prodotto crocieristico a partire dalle scelte ed obiettivi delle compagnie di crociera, dei risultati di queste ultime in termini di vendite così come di porti in termini di traffico, toccate navi e volumi passeggeri. Sono indicatori di rilevante importanza, evidentemente, non solo per le realtà alle quali sono attribuiti ma anche per una più generale comprensione dello stato di
salute del comparto. Torneremo tra breve su questi aspetti che di certo non si vogliono trascurare in questo breve articolo. Si pone meno spesso, invece, al centro di una riflessione il punto di vista delle realtà - amministrazioni pubbliche, destination management organization, consorzi di promozione turistica - che hanno, come dovere e come interesse, quello di organizzare, gestire, rendere attrattivo e far crescere nei suoi risultati un territorio dal punto di vista turistico, e far crescere di conseguenza l'economia turistica, e l’economia tout court.

Nelle strategie, quando effettivamente esistono e vengono implementate, o comunque nelle decisioni, più o meno ponderate, prese da uno o più soggetti deputati a disegnare le linee di sviluppo turistico territoriale, la crociera può essere o non essere inserita tra i prodotti di punta, quelli dai quali ci si aspetta le migliori performance, quelli sui quali si investe maggiormente, quelli che in sostanza si crede più di altri possano contribuire a raggiungere obiettivi di natura economica, occupazionale, finanche sociali che sono stati fissati a livello locale. Sarebbe dunque interessante andare a scoprire dove a tale prodotto - ed alle relative dinamiche - venga assegnato un posto di primo piano nelle politiche turistiche, in contrapposizione a dove, invece, tale ruolo non venga riconosciuto.
 Francesco di Cesare 
(leggi l’articolo completo su PORTO&diporto febbraio 2014)

Nessun commento

Powered by Blogger.