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Secondo rapporto “L’apertura internazionale delle regioni italiane”

Il Rapporto 2013 sull’Apertura Internazionale delle regioni italiane, che giunge alla sua seconda edizione,è frutto della collaborazione tra il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Nel Rapporto sono presentati una serie di indici che
misurano il grado di internazionalizzazione delle regioni italiane. L’indice economico è la sintesi di quattro indicatori e misura dinamiche quali la propensione a esportare, a importare e gli investimenti diretti esteri, ma anche altre informazioni economiche, come la distanza dei mercati di sbocco e l’importanza dei nuovi mercati a più alto potenziale che fanno luce sulla crescente complessità delle relazioni commerciali, nonché sulla capacità di attivare relazioni con mete distanti e ad alto potenziale.

L’indice sociale è composto da quattro indicatori che misurano la presenza di stranieri che abitano, studiano (nelle Università) o lavorano nel territorio o che lo visitano in veste di turisti. L’indice infrastrutturale, infine, è correlato alla presenza in una regione di infrastrutture che facilitano o supportano la loro apertura commerciale e sociale (porti, aeroporti e valichi di frontiera).

Questi tre indici vanno poi a comporre un “Super Indice Internazionalizzazione (GEN)” che misura il grado di apertura internazionale complessiva che i vari sistemi economici regionali hanno verso l’estero, e l’evoluzione di questo indicatore tra il 2006 e il 2012. Il Rapporto elabora, inoltre, una graduatoria regionale individuando così la posizione relativa di ciascuna regione italiana.

Il Rapporto presenta quest’anno alcune importanti novità proponendo sia un confronto tra il grado di apertura internazionale dell’Italia e quello dei principali competitor europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), sia un’analisi dell’andamento delle esportazioni e della propensione ad esportare delle regioni italiane e di quelle tedesche.

 Il confronto presenta un carattere innovativo perché avviene tra gruppi regionali omogenei e in particolare tra le regioni del Mezzogiorno ed i nuovi lander tedeschi e tra le regioni più avanzate nell’internazionalizzazione sia tedesche sia italiane.

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