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Confetra Nord Est e Assosped sulla crocieristica veneziana

Andrea Cosentino
Confetra Nord Est e Assosped l'associazione di imprese di spedizioni veneziana prendono decisamente posizione a difesa delle crociere in laguna.
 “La salvaguardia di Venezia è assolutamente una priorità anche per noi - spiega il presidente di Assosped Andrea Cosentino - ma non possiamo accettare l'attacco pretestuoso che viene portato in queste settimane alla crocieristica, una risorsa importante per l'economia della città. Il rifiuto aprioristico delle grandi navi da crociera è privo di motivazioni reali, dato che la navigazione in laguna è assolutamente sicura. Se tuttavia si vuole evitare che le navi impegnino il Bacino di San Marco – continua Cosentino - sono praticabili altre soluzioni che non penalizzano le crociere, come il progetto del canale Contorta-S.Angelo oppure il passaggio alle spalle dell'Isola della Giudecca, che può essere realizzato con investimenti limitati. Siamo contrari anche allo spostamento della Stazione Marittima a Marghera, infatti va ricordato che l'attuale Marittima è stata completata da poco e con investimenti milionari. Sarebbe davvero uno scandalo azzerare tutto”.
Paolo Salvaro
“Non possiamo che sostenere la posizione espressa da Assosped - sottolinea il presidente di Confetra Nord Est Paolo Salvaro - perchè a nostro parere la città di Venezia si salvaguarda anche sostenendo e mantenendo le attività economiche che assicurano lavoro a migliaia di abitanti. In questi anni si è fatto e si continua a fare molto perché le navi passeggeri e merci che giungono a Venezia siano il meno impattanti possibile. Ricordo il protocollo per utilizzare carburante con bassi tenori di zolfo e adesso il progetto di “cold ironing” cioè la fornitura di energia elettrica da terra per permettere di spegnere i generatori diesel. Inoltre l'ipotizzato spostamento a Marghera delle crociere, oltre ad essere un non senso da un punto di vista economico visto che disponiamo di una moderna stazione marittima, creerebbe anche una difficile promiscuità con il traffico cargo che ha esigenze e tempi molto diversi. Chiediamo che qualsiasi decisione venga presa sia frutto di valutazioni economiche e tecniche serie e non di suggestioni emotive o, peggio, speculazioni di tipo politico”.

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