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Tavolo istituzionale sul turismo a Salerno

Valorizzare le grandi potenzialità, rendendo strategico lo sviluppo del turismo in territorio salernitano. E’ questo l’obiettivo che si prefigge il Tavolo istituzionale pubblico-privato avviato dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Salerno; un organismo di indirizzo sulla
promozione, lo sviluppo e la programmazione turistica, capace di coniugare gli interessi non divergenti fra pubblico e privato e di fornire supporto strategico agli organi di governo allo scopo di valorizzare sul campo modelli di collaborazione funzionali agli obiettivi endogeni del territorio e mediare tra aspirazioni possibili e programmi fattibili.

Il Tavolo nasce dalla consapevolezza che la crisi e il trend negativo debbano essere uno stimolo a innovarsi nelle politiche turistiche e a sviluppare la cultura della qualificazione dell'ospitalità, mettendo a disposizione degli operatori pubblici e privati del settore informazioni e dati accreditati su trend e fenomeni turistici, e creando un concreto raccordo tra i vari livelli istituzionali e territoriali sul piano della conoscenza del fenomeno turistico.

 La provincia di Salerno, seconda provincia più estesa di Italia, ha un poderoso potenziale di attrattiva turistica, per le sue coste, per i suoi giacimenti culturali, per le sue colline e i suoi massicci montuosi, per la straordinaria presenza di due bellissimi parchi naturali e marini e di una ricca zona termale, più numerose Oasi del Wwf e per il potenziale enogastronomico, che rappresenta una risorsa eccezionale.

Purtroppo, nonostante ciò, sia il dato nazionale che il dato provinciale pongono in evidenzia il continuo calo del fatturato dell’industria turistica del Paese. L’Italia, che negli anni 80 era ai primi posti fra i paesi con maggiore fatturato turistico al mondo, è attualmente solo al 5° posto, nonostante dichiari con orgoglio di possedere il 60% del patrimonio artistico mondiale, patrimonio che sotto i nostri occhi viene lasciato più o meno abbandonato all’incuria del tempo e degli uomini.
Eduardo Cagnazzi

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