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Più donne nei consigli d’amministrazione

In un recente articolo pubblicato nel bilancio annuale 2013 della Swedish Corporate Governance Board, Karin Thorburn, visiting professor alla Tuck School of Business di Dartmouth e Professoressa di finanza presso la Norwegian School of Economics, assicura che la presenza delle donne nei board porta maggiore valore per gli azionisti e auspica un sistema di quote come quello attualmente in uso in Norvegia.

Al giorno d’oggi, le donne detengono più del 40% dei diplomi MBA e delle lauree in legge, eppure quando si tratta di consigli d’amministrazione, sono ancora vittime del cosidetto glass ceiling, quella barriera di cristallo invisibile che impedisce al genere femminile di arrivare a posizioni di vertici. Equità a parte, la presenza delle donne nei consigli d’amministrazione permette di migliorare le performance aziendali?
 “La ricerca su questo argomento è ancora inconcludente -spiega la Professoressa Thorburn - Ci sono prove, tuttavia, che la presenza delle donne nei boards sia correlata ad un maggiore valore azionario, ad un aumento dei livelli di istruzione tra i membri del consiglio e a una maggiore partecipazione alle riunioni”.
In Norvegia, un esperimento sulle quote rosa ha avuto inizio nel 2008, il provvedimento ha costretto le imprese a includere un certo numero di donne nei consigli d’amministrazione. Sotto la minaccia di scioglimento da parte del governo, le società hanno aumentato la quota di donne al 42%.

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