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LA SICUREZZA CORRE SU DUE RUOTE


Una serie di dati evidenzia l'incidentalità stradale dei motociclisti

Brescia, 26 luglio 2013 - La sicurezza dei veicoli motorizzati a due ruote rappresenta una delle problematiche più complesse e rilevanti nelle statistiche di incidentalità stradale.
In Italia nel 2010 ben 71.108 incidenti - il 34% del totale - hanno coinvolto un ciclomotore o un motociclo causando 1.244 morti (fonte dati ISTAT). L’analisi dei dati statistici attraverso il criterio dell'“utente debole” - nel quale l'attribuzione del sinistro evidenzia, in caso di collisione tra due o più utenti della strada, quello più vulnerabile - mostra come i veicoli a due ruote motorizzate rappresentino la categoria di utenti più vulnerabili nel 27% dei casi di incidente accaduti nella Provincia di Brescia, che ha registrato nel quinquennio 2005-2009 oltre 17.800 incidenti. Si tratta di una percentuale considerevole, confrontata con quelle del 10% dei ciclisti e del 7% dei pedoni, considerati gli utenti deboli della strada per eccellenza.

In Provincia di Brescia, i veicoli a due ruote motorizzate stanno diventando soggetti sempre più importanti della mobilità urbana. Per questo motivo risulta essenziale, soprattutto in relazione al territorio della Provincia di Brescia, considerare ciclomotori e motocicli tra gli utenti deboli della strada e prestarvi le dovute attenzioni in fase di diagnostica e di predisposizione di misure volte a ridurre l'incidentalità.

Se il successo dei veicoli a due ruote motorizzate è determinato dai bassi costi di gestione, dalla maggiore facilità di movimento in caso di traffico congestionato, dalla facilità di parcheggio e dalla generale possibilità di accedere alle zone a traffico limitato, tuttavia la scelta del ciclomotore o del motociclo quale mezzo di spostamento espone ad un elevato rischio.

Infatti alcune peculiarità dei veicoli a due ruote motorizzate li rendono più vulnerabili rispetto ad altre categorie di veicoli a quattro ruote. Principalmente la mancanza di carrozzeria non offre alcuna protezione al conducente.Inoltre, un motociclo con due soli punti di contatto con il fondo stradale risulta un veicolo instabile, la cui sicurezza è fortemente legata alle caratteristiche di aderenza della pavimentazione.
Una frenata, un manto stradale irregolare, una superficie non uniforme o bagnata possono portare ad un brusco cambiamento di aderenza fra pneumatici e fondo stradale e quindi alla perdita di controllo a causa dello slittamento della ruota anteriore, soprattutto in fase di curva. Infine, ciclomotori e motocicli sono caratterizzati da una scarsa visibilità da parte degli altri utenti della strada e, soprattutto considerando i motocicli, da un campo visivo ristretto rispetto a quello di un automobilista, a causa della differente postura di guida.

La Commissione Europea ha evidenziato come “il gruppo degli utenti dei veicoli a due ruote motorizzate, sempre più numeroso, è quello in cui è più difficile ottenere una riduzione significativa del numero di incidenti e vittime”.
In particolare, secondo i dati dell'Unione Europea, il tasso di riduzione della mortalità è più basso tra i motociclisti che tra gli altri utenti della strada.
La Commissione Europea nel luglio 2010 ha quindi presentato al Parlamento Europeo gli “Orientamenti 2011-2020 per la sicurezza stradale” in cui viene indicata come azione prioritaria il “miglioramento della sicurezza degli utenti vulnerabili della strada e in particolare dei motociclisti che, alla luce delle statistiche sull'incidentalità, destano particolare preoccupazione”.

Da quanto detto, appare evidente come la sicurezza dei motociclisti sia diventata argomento di prioritaria importanza, sia a livello comunitario che a livello locale. Per questo motivo il tema della sicurezza di ciclomotori e motocicli è affrontato nell'ambito del progetto ROSEE (Road Safety in South East European regions), finanziato dal programma di cooperazione internazionale South East Europe con un budget di 2.191.853,44 € e coordinato da ALOT, Agenzia della Lombardia Orientale per i Trasporti e la Logistica.
Partito lo scorso ottobre, il progetto coinvolge nove partner provenienti da Bulgaria, Grecia, Italia, Romania, Slovenia e Ungheria, oltre a una decina di organizzazioni nazionali ed internazionali in qualità di osservatori provenienti da molti altri paesi europei.

Nell’Est Lombardia verranno implementate due azioni pilota che forniranno l’opportunità di concreti interventi per il miglioramento della sicurezza dei pedoni e degli attraversamenti pedonali grazie ad ALOT, mentre il focus sui ciclomotori e i motocicli sarà garantito dal know-how in materia del DICATAM(Dipartimento Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica) dell'Università degli Studi di Brescia.

DICATAM sta lavorando con la finalità, da un lato, di approfondire la conoscenza del complesso sistema uomo-veicolo-ambiente stradale e dall’altro di individuare modalità di intervento, finalizzate alla riduzione del livello di incidentalità. In particolare il suo progetto pilota intende focalizzare l’attenzione sulla vulnerabilità dell’ambiente stradale, urbano ed extraurbano, con l'obiettivo di individuare modalità di intervento a basso costo.

Il progetto pilota di ALOT, in collaborazione con la Provincia di Brescia, d’altro canto continuerà a focalizzare l’attenzione sul problema dell’incidentalità che coinvolge la categoria dei pedoni. Infatti, i dati per la provincia bresciana evidenziano che il pedone è l’utente debole per eccellenza (in un impatto con un altro veicolo il pedone risulta sempre il soggetto più vulnerabile) e che il numero di incidenti nel quinquennio 2005-2009 si attesta sui 1.255 causa di 55 morti e 1.347 feriti.

Il rischio di morte dovuta ad incidenti è elevata specialmente per quanto riguarda gli anziani: il valore più alto di vittime è registrato per la categoria che comprende persone tra gli 80 e 84 anni, soprattutto donne. Nello stesso periodo i dati evidenziano che degli incidenti avvenuti sul territorio provinciale circa il 44% ha avuto luogo vicino ad un incrocio o intersezione. ALOT svilupperà quindi un pilota il cui scopo sarà l’analisi di alcuni degli attraversamenti pedonali critici della provincia di Brescia progettandone poi la risistemazione a basso costo. Questo pilota si configurerà quale punto di partenza per la realizzazione, con l’aiuto della Provincia di Brescia, di un manuale per la corretta progettazione degli attraversamenti pedonali e di una campagna a favore della sicurezza dei pedoni sulle strade.

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